AlloSponsor

domenica 24 agosto 2014

Ludwig van Beethoven: da fanciullo prodigio mancato a Immortale

E' stata molto molto intensa la vita del grande compositore tedesco Ludwig van Beethoven (Bonn 1770-Vienna 1827).
Con antenati contadini fiamminghi, ma con già il nonno che aveva lasciato la terra natia per stabilirsi a Bonn ove venne stipendiato dalla cappella arcivescovile come strumentista, e con poi il padre Johann tenore nella stessa cappella, fu anche egli iniziato dal padre alla musica.
Ma il piccolo Ludwig, pur dimostrando singolari attitudini musicali, non fu mai un vero e proprio bambino prodigio. Perlomeno se rapportato ai canoni dell'epoca (oggi è diverso: la decadenza culturale e le aberrazioni della nostra società fanno si che anche un ciarlatano senza talento e spessore culturale possa spacciarsi per fenomeno davanti ad una semplice telecamera).
Il tentativo del padre di lanciarlo come fanciullo prodigio, fallì. Ebbene si. Strano a dirsi per chi a 12 anni già componeva.
Ma le ristrettezze economiche e i disordini psicologici del padre Johann, che morì alcolizzato nel 1792, segnarono profondamente l'infanzia di Beethoven. Posero le basi del suo carattere aspro, intemperante e dai violenti contrasti interiori.
Inizio la sua educazione musicale con l'indiretta influenza dell'altro compositore tedesco Carl Philipp Emanuel Bach (1714-1788), che gli aprì interessanti prospettive non solo sul mondo musicale ma anche su quello letterario e filosofico. Altrettanto importante fu l'arrivo a Bonn nel 1784 del giovane arcivescovo Maximilian Franz che trasformò radicalmente la vita della cittadina dandole nuovo e concreto vigore musical-culturale e fondando tra l'altro un università che fu frequentata dallo stesso Beethoven.
Nel 1787 l'arcivescovo concesse a Beethoven di spostarsi a Vienna per perfezionarsi sotto la guida di qualche maestro illustre (si presume Mozart) ma ben presto Beethoven dovette interrompere il soggiorno a causa della morte della madre.
Si recò nuovamente a Vienna nel 1792. La sua bravura come pianista e soprattutto la sua grande capacità di improvvisazione non tardarono ad aprirgli le porte della nobiltà viennese. La grande possibilità offerta dall'Europa di quegli anni, così proiettata verso l'esaltazione ed enfatizzazione dell'arte come dovere morale ed occasione di prestigio sociale, diede a Beethoven l'opportunità di esprimere tutto il proprio talento con l'entusiasmo di chi si sentiva portatore di un grande messaggio umano. Ma nel 1795-1798 si manifestarono i primi sintomi della sordità, che progredì in seguito fino alla completa atrofia del nervo acustico. La consapevolezza della sventura diede inizio alle terribili crisi di sconforto e alle tensioni interiori che tormentarono tutto il suo arco creativo, testimoniate dal "Testamento di Heilgenstadt" (1802). Erano crisi dalle quali Beethoven riusciva ad emergere grazie al suo naturale ottimismo, che tuttavia non riuscì ad evitare l'inasprimento dei suoi contatti sociali e i suoi difficili rapporti con le donne che ne determinarono quella incompiutezza familiare che egli avversava, convinto come era dell'importanza e della fede verso la famiglia che cantò nell'opera "Fidelio".
Nel 1815 la sua totale sordità lo costrinse ad interrompere ogni attività di pianista e direttore, e i suoi contatti con il mondo restarono affidati ai soli cosiddetti quaderni di conversazione sui quali i suoi interlocutori scrivevano ciò che volevano comunicargli.
Le opere di Beethoven furono nel loro insieme non numerosissime ma naturalmente di elevatissima qualità, concentrazione e densità. Concerti per pianoforte e orchestra, violino, messe e opere teatrali. Ma come non evidenziare, in particolare il lascito sinfonico: 9 sinfonie, capolavori assoluti dove l'esaltazione di temi come la meditazione, l'eroismo, il trionfo del bene sul male e l'incontenibile vitalità "fisica" rendono immortali le opere e l'autore. L'eredita creativa di Beethoven è immensa e la potenza che emana deve restare riferimento per accrescere la sensibilità di ogni nuova generazione.

Nessun commento:

Posta un commento