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domenica 28 settembre 2014

Bruce Lee, una vita leggendaria

Statua di Bruce Lee in Hong Kong.
Una vita leggendaria quella di Bruce Lee. Maestro di arti marziali, sempre alla ricerca della perfezione fisica e mentale, è stato l'ideatore e sostenitore di un approccio diverso e rivoluzionario ad una delle più antiche forme di combattimento: armonizzando la boxe con le arti marziali, unendo spettacolarità e disciplina.
Una breve esistenza, quella di Bruce Lee, segnata tragicamente dal destino. Il suo talento recitativo, le eccezionali doti atletiche, il fascino esotico e la morte misteriosa e precoce contribuiscono a creare attorno a lui un'aura mitica che si rafforza negli anni.
In BlogCinema (74serginocin.blogspot.com) è recensito il film di R.Cohen "Dragon - La Storia di Bruce Lee".

sabato 27 settembre 2014

Proviamo a riscrivere la storia: un diverso epilogo della Seconda Guerra Mondiale.


Sappiamo tutti che la Storia non si fa con i se. E che la Storia la scrivono i vincitori. Sono fatti innegabili e immutabili.
Ma questo non impedisce, in sede di pacata riflessione storica, di ridisegnare un epilogo diverso del II conflitto mondiale. Senza lasciarsi andare a sensazionalismi, ma semplicemente considerando alcuni eventi-chiave che con determinati presupposti avrebbero potuto avere diverso esito e quindi avrebbero avuto un impatto verso il più sanguinoso conflitto che la Storia ricordi (e tutti ci auguriamo che resti tale).
E' necessario fare una premessa: non ci inventeremo nulla. Vale a dire, non metteremo in piedi teorie che non hanno già avuto un loro sviluppo: non per capovolgere la realtà, ma solamente per evidenziare il fatto che nulla fu veramente scontato, nulla fu veramente già scritto: le cose effettivamente potevano andare diversamente, c'erano i presupposti perchè questo potesse avvenire senza doversi abbandonare a congetture ultraterrene.

L'anno zero è il 1941: la Germania è padrona assoluta dell'Europa. Dalla Norvegia al Mediterraneo, dalla Francia alla Polonia, tutti i paesi sono o neutrali, o collaborazionisti o direttamente amministrati dai gauleiter tedeschi. C'è solo l'Inghilterra che resta intransigente nel mantenere lo stato di guerra contro l'Asse: nonostante gli inviti alla pace addirittura da parte dello stesso Hitler, che vedeva Inghilterra e Italia come le due ideali e uniche possibili alleate per una futura egemonia europea. Ma Churchill resta irremovibile: o si torna alla situazione antecedente al 1939, o vi sarà lotta ad oltranza.

Churchill e Roosevelt, alleati nella II
guerra mondiale.
La situazione per l'Inghilterra è apparentemente drammatica: isolata ed in inferiorità numerica, nonostante tutte le forze dell'Impero siano state mobilitate, non sembra in grado di poter resistere dopo la precipitosa ritirata a Dunkerque e con la Germania che rinuncia a dare il "colpo di grazia", verosimilmente per dare la possibilità al governo inglese di sedersi al tavolo e trattare la pace.

Ma Churchill confida nell'appoggio degli Stati Uniti: non soltanto per le forniture belliche ma anche per un diretto intervento nel conflitto. In realtà il primo Lord dell'Ammiragliato non considerava altre alternative alla guerra: le offerte di pace tedesche non vennero divulgate in Inghilterra per evitare che sorgessero movimenti d'opinione sfavorevoli alla guerra, e esisteva un impegno già preso con gli Stati Uniti per farli intervenire nel conflitto ovviamente con la prospettiva di vantaggi commerciali per Roosevelt.

Rudolf Hess, enigmatica figura del
XX secolo.
La figura-chiave che avrebbe potuto modificare tutto questo scenario è quella di Rudolf Hess e il suo misterioso volo in Scozia. Il numero tre del regime hitleriano, dopo lo stesso Hitler e Goering, era lui. Personaggio enigmatico e idealista, Hess progettò l'idea di raggiungere in volo la Gran Bretagna per vedere di trovare con gli inglesi quella pace davvero complicata da raggiungere per tutti gli interessi in campo. Nel suolo britannico egli aveva molti amici, tra cui il duca di Hamilton seguito da tutta la corrente inglese che si opponeva alle mire di Churchill.

Non è dato di sapere con certezza se questa iniziativa Hess la intraprese in solitaria, convinto di dare seguito all'apertura di Hitler alla Gran Bretagna, oppure fu concordata. Sta di fatto che Hess compì il volo nel maggio 1941, appena ebbe la certezza dell'operazione Barbarossa (la guerra preventiva della Germania contro l'Unione Sovietica) e la consapevolezza delle disastrose conseguenze che questo avrebbe potuto creare nel futuro alla Germania (come in effetti avvenne). Era anche un atto di raziocinio: per evitare una guerra totale e una guerra, quella tra Germania ed Inghilterra, che davvero non aveva senso.
Linee d'attacco dell'operazione Barbarossa:
un fronte lungo 3000 Km, una operazione
militare che sconvolse l'Europa.


L'operazione fallì: Hess fu preso in consegna dagli Inglesi e arrestato, mentre il governo tedesco prese le distanze dalla sua iniziativa giustificandola con problemi mentali che da tempo lo affliggevano: probabilmente fu una reazione già preventivata nel caso di insuccesso dell'iniziativa.
Certo, i margini di successo dell'impresa non erano ampi: ma nemmeno così esigui da liquidarla come una iniziativa folle. Nel caso in cui Hess fosse riuscito a ribaltare la situazione spingendo la Destra inglese alle dimissioni di Churchill, la portata di questo successo sarebbe stata così ampia da riscrivere letteralmente la storia.

Perché? Pensiamo in primo luogo alla Russia: sarebbe stata in grave difficoltà a proseguire la propria politica di espansione (aveva già annesso ai suoi territori metà Polonia; tutti i paesi baltici Estonia, Lettonia e Lituania; 2 regioni romene, Bessarabia e Bucovina settentrionale; Finlandia, Bulgaria, gli Stretti e i giacimenti petroliferi del Medio Oriente): questo perché tutti i governi d'Europa, compresa la Gran Bretagna, avrebbero fatto blocco. Stati Uniti e Inghilterra non sarebbero più stati alleati, l'operazione Barbarossa sarebbe con tutta probabilità saltata e in ogni caso Stalin non avrebbe più potuto contare sulle forniture di materiale bellico. Il patto tripartito (Italia, Germania e Giappone) avrebbe incontrato l'alleanza degli anglo-americani e persino la trappola di Pearl Harbor, utilizzata come pretesto dagli Stati Uniti per entrare nel conflitto, non sarebbe scattata.

E' andata diversamente. Fu meglio o peggio? Ognuno può trarre le proprie conclusioni, lasciando perdere tutti i racconti preconfezionati che siamo abituati a sentire.
Questa fu forse l'occasione mancata per un differente avvenire: la Germania sarebbe rimasta il cuore dell'Europa, Italia e Inghilterra avrebbero indubbiamente assunto un ruolo di primo piano, la Russia (rimasta a corto di alleati) avrebbe con tutta probabilità mantenuto i propri confini dovendosi anche guardare le spalle dal Giappone.
Certamente sarebbe anche arrivato il tramonto dell'era dei regimi, sia hitleriano sia mussoliniano sia staliniano, e sarebbe stato giusto così. Per una maggiore democrazia e consapevolezza.
Ma l'idea di riscrivere il futuro dell'Europa senza l'influenza statunitense, un'Europa delle Nazioni forte e indipendente, è una ipotesi non priva di fascino.

Per quanto riguarda la figura di Hess, ci ripromettiamo in futuro di scrivere su questo blog un approfondimento sulla sua temeraria impresa e sulla sua vita.