Nata a Berlino il 22 Agosto 1902, frequentò l'Accademia delle Belle Arti di Berlino. Affermata ballerina, si trovò ben presto a sorpresa nel mondo di celluloide che fino a quel tempo aveva assaggiato solo come spettatrice. Nel 1926 iniziò la sua carriera di attrice e nel 1929 ci fu la consacrazione con la partecipazione a "L'inferno bianco del Piz Palu", un lungometraggio di 135 minuti rimasto nella storia del cinema e omaggiato anche da Quentin Tarantino nel recente "Bastardi senza Gloria". Nel 1932 Leni Riefenstahl conosceva personalmente il prossimo cancelliere tedesco Adolf Hitler, e questo decisivo incontro le aprì le porte della regia cinematografica. Regista di regime, ma più che altro artigiana della messa in scena prestata alla propaganda, seppe indissolubilmente legare la sua fama ai documentari, levigati e pieni di fascino sinistro, con cui celebrò Hitler e l'apoteosi del Nazismo. Il "Trionfo della Volontà", girato in occasione del raduno del partito a Norimberga nel 1934, e "Olympia", girato in occasione delle Olimpiadi berlinesi del 1936, furono i capisaldi della celebrazione della potenza del regime e della rappresentazione cinematica dello sport.
A guerra finita, la Riefenstahl venne processata e bollata come collaboratrice del regime, un marchio d'infamia che la segnò per tutta la sua lunghissima vita e le fece accantonare numerosi progetti. Tuttavia ciò non le impedì di proseguire la professione di documentarista operando prima in Africa tra alcune sperdute tribù, poi come cineoperatrice e fotografa naturalista specializzata in immersioni subaquee. Nel 2002, a cento anni suonati, completò il montaggio di un documentario sulla barriera corallina.
Leni Riefenstahl è morta il 9 Settembre 2003.

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