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giovedì 2 giugno 2016

Joseph Goebbels - Diari 1939-1940

La seconda raccolta dei diari del Ministro della Propaganda del III Reich Goebbels, versione italiana edita dall'Associazione Culturale Thule Italia.

I diari del 1939 hanno una particolarità rivelatrice. Dal 1 Gennaio 1939 al 30 Maggio 1939 i resoconti di Goebbels sono rari e dominati dal senso di disagio interiore del Ministro per la sua vita privata che gli desta preoccupazioni e da uno sguardo alla situazione di politica estera e ai suoi difficili equilibri, con la rivoluzione Franchista in atto, le posizioni caute di Mussolini e il prolungato braccio di ferro diplomatico con l'Inghilterra. Ma la parola guerra non è citata nemmeno una volta, come se fosse uno spauracchio, un qualcosa di indesiderato.

Goebbels con la moglie Magda.
Dopodiché, un pazzesco salto temporale. Dal 30 Maggio si passa direttamente al 9 Ottobre 1939. Perché pazzesco? Perché è all'interno di questo salto che la II Guerra Mondiale ha inizio: 1 Settembre 1939. Il Ministro sembra non tenere taccuini in tutto quel periodo li riprende a guerra iniziata. Tutte le tappe di avvicinamento, i presunti accordi con la Russia e l'invasione della Polonia non trovano spazi descrittivi. Perché? Forse il graduale precipitare degli eventi culminato con l'inizio della guerra ha suggerito uno spontaneo silenzio, umanamente comprensibile.

Anche la ripresa dei Diari ha toni cauti e per nulla trionfalistici. L'auspicio è che il conflitto non si allarghi ulteriormente. Nonostante le vittorie tedesche con gli Stukas e l'impresa di Scapa Flow con l'affondamento della nave da guerra britannica Royal Oak da ventimila tonnellate. Le risposte negative da Parigi e Londra agli appelli per la pace lanciati da Belgio e Olanda. E la raggiunta pacificazione del Ministro con la moglie Magda.

I diari del 1940 sono decisamente più corposi, con i dettagli della politica interna ed estera ma anche con un crescente senso del bisogno di cessazione delle ostilità. Inimmaginabile, per quello che si è sempre scritto sulle responsabilità della guerra, sia nel principio che nella prosecuzione, assegnate dai posteri esclusivamente alla Germania.
Il più classico esempio di verità storica distorta.
Il 20 Novembre 1940 Goebbels scrive:

"La giornata è finita, ed è finito anche questo quaderno.
Che cosa scriverò sul quaderno nuovo?
Chi lo sa?
Forse le meravigliose parole: la pace è ritornata!"

E quanto riportato sotto da Goebbels il 12 Dicembre 1940 è una conferma delle verità storiche, sempre accuratamente non menzionate nei libri di Storia, che testimoniano offerte di pace su offerte di pace lanciate dalla Germania militarmente vittoriosa e rifiutate dalla cricca al comando in Inghilterra.

"Nondimeno, lui (Hitler, ndr) non ha voluto questa guerra, e sarebbe pronto a fare la pace su qualunque base accettabile. Nessuna invasione in programma, per il momento. Per prima cosa, è necessario il dominio dell'aria. Egli diffida dell'acqua. Inoltre, non gli piace tentare esperimenti rischiosi, se può farne a meno. Desidera evitare pesanti perdite. Ciò è buono e giusto".

Una nuova luce sui fatti storici mondiali del tempo, un qualcosa che non dovrebbe essere taciuto né sui libri di storia né in qualsivoglia circostanza se si vuole difendere la ricerca della verità storica e il rispetto di quella "libertà di pensiero" tanto citata dalla cosiddetta democrazia ma che, per il modo aberrante in cui essa è stata costituita, si fonda proprio sul totale diniego di tale libertà.

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